Efficienza energetica: una rotta per il futuro
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«È una delle sfide centrali dei prossimi decenni, non è concepibile una società, così come una classe dirigente e tecnica, senza la piena capacità di affrontare questi temi». Non sembra usare mezzi termini il presidente di Confindustria Giorgio Squinzi, riferendosi al tema dell’efficienza energetica nel corso della recente conferenza sul diritto dell’energia del Gse.
Se da un lato infatti il mondo delle imprese non ha mai smesso di indicare nell’efficienza il tema cardine del futuro, dall’altro, il governo pare abbia iniziato a discutere di Green Act, un progetto legislativo incentrato sui temi della sostenibilità e dell’energia capace sia di incentivare lo sviluppo del settore, sia di fornire un quadro di regole stabili, indispensabili per la sostenibilità finanziaria e creditizia dei progetti di investimento.
I temi legati all’energia rappresentano per il Paese e per le imprese un’opportunità di crescita e di innovazione. Come abbiamo già detto altre volte, quello che spesso appare come un cammino obbligato tra vincoli e codici, in realtà rappresenta la vera strada capace di condurre un’economia fortemente globalizzata verso un futuro sostenibile. Dopo alcuni anni di alternanza tra forti accelerazioni ed inevitabili rallentamenti, sembrano oggi essersi configurate le condizioni per far finalmente procedere appaiati efficienza energetica e politiche ambientali. Il presidente di Confindustria sembra indicarlo chiaramente riferendosi ad «un quadro regolatorio certo e stabile» e più nello specifico chiedendo di rendere strutturali le detrazioni per gli interventi di riqualificazione energetica almeno fino al 2020.
L’esempio delle detrazioni infatti, a questo proposito è illuminate: nel periodo 2007-2012 è stato possibile risparmiare ben 8,9 terawattora all’anno di energia primaria, si è potuto ridare linfa ad uno dei settori più colpiti dalla crisi, migliorare nettamente la qualità e la vivibilità di moltissimi immobili, ed il tutto (considerando i benefici complessivi dell’intera operazione) con un aggravio minimo per i conti pubblici. Un’altra opportunità come sottolinea Squinzi è certamente quella legata al Fondo nazionale per l’efficienza energetica, che consiste in 70 milioni di euro fino al 2020 che alcune stime indicano in grado di mobilitare circa 500 milioni di euro l’anno di fondi privati.
Non si tratta quindi solo di edilizia, ma di una nuova mentalità alla base di molte scelte in diversi comparti economici. L’efficienza prima di essere una questione di bilanci (economici o energetici) rappresenta la necessità di mettere l’essere umano al centro della nostra progettualità. Un futuro sostenibile è prima di tutto un mondo migliore per le nostre vite e quelle dei nostri figli. Il destino del Paese è legato in buona parte alla capacità che avremo di recepire questi temi.


