Attenzione all’efficienza degli impianti fotovoltaici

Attenzione all’efficienza degli impianti fotovoltaici 150 150 Edilmode


Con il termine revamping siamo abituati ad identificare la revisione e l’ammodernamento di vecchi impianti tecnologici. Tra questi pochi includono gli impianti fotovoltaici. Complice l’apparente “inerzia” del loro funzionamento, spesso ci dimentichiamo come in realtà essi non siano componenti da abbandonare al loro destino per un paio di decadi.

Un impianto fotovoltaico, nonostante non comprenda parti meccaniche in movimento, necessita di un programma preciso di manutenzione e verifica capace di assicurare negli anni un’attenzione costante alla sua efficienza. Il fotovoltaico in Italia, dopo una fase di espansione esponenziale legata agli incentivi del conto energia (oltre 18 GW totali a fine 2014), sta vivendo un riallineamento ad una potenza installata annua pari al periodo antecedente il 2008. L’enorme quantità di installato ha quindi ormai superato i 4 o 5 anni di funzionamento ininterrotto e si affaccia ad un primo livello di obsolescenza.

I moduli in silicio sono quasi sempre garantiti dai produttori per una perdita di efficienza inferiore all’1% annuo, tuttavia il rendimento complessivo dell’impianto è la risultante di più fattori che devono essere considerati nella loro totalità. L’aspetto più delicato è sicuramente il corretto funzionamento dell’inverter. Esso infatti rappresenta quasi sempre il vero “collo di bottiglia” del funzionamento complessivo di un impianto. L’abilità del progettista spesso si concentra proprio nel dimensionamento corretto dei componenti in modo da evitare “strozzature” che condizionerebbero la resa. Negli anni i parametri di funzionamento degli inverter vanno costantemente verificati in modo da poter intervenire tempestivamente in caso di malfunzionamenti o cali di efficienza. Inoltre, anche considerando un perfetto dimensionamento iniziale, potrebbero essere sopraggiunti negli anni nuovi ombreggiamenti (come ad esempio un albero o una modifica in edifici limitrofi). Tutti aspetti che richiedono un immediato intervento, non dimentichiamo infatti che un impianto che non rende come dovrebbe rappresenta oltre che una perdita energetica anche una economica.

Secondo aspetto che va tenuto ben presente è l’attenzione allo stato dei moduli e ad una loro pulizia periodica. Anni di funzionamento ininterrotto hanno portato all’accumulo di un sottile strato di sporcizia responsabile di un calo di rendimento che può arrivare tranquillamente al 5%.

La cosa migliore è affidarsi ad un sistema di monitoraggio costante che controlli e registri la produzione e il rendimento dell’impianto, meglio se in grado di avvisare autonomamente in caso di malfunzionamento. Molti dei modelli in commercio permettono inoltre un monitoraggio non solo della produzione ma anche dei diversi flussi energetici dell’abitazione in modo da riuscire, con alcune leggere modifiche al nostro stile di consumo, ad aumentare la quantità di autoconsumo e di conseguenza i benefici economici. Non dimentichiamo poi che ormai sono realtà i sistemi di accumulo dell’energia prodotta (https://www.edilmode.it/sistemi-di-accumulo-powerwall-tesla/) pertanto una revisione al’impianto potrebbe diventare l’occasione per un vero e proprio “upgrade” verso un nuovo livello di autonomia energetica.