Prestazione energetica degli edifici: la direttiva 2010/31/UE, da obbligo ad opportunità
Prestazione energetica degli edifici: la direttiva 2010/31/UE, da obbligo ad opportunità https://www.edilmode.it/wp-content/themes/corpus/images/empty/thumbnail.jpg 150 150 Edilmode Edilmode https://www.edilmode.it/wp-content/themes/corpus/images/empty/thumbnail.jpgGià da qualche giorno è disponibile in rete la bozza del decreto attuativo relativo alla direttiva europea 2010/31/UE in materia di prestazione energetica degli edifici.
Le principali modifiche rispetto all’attuale impianto normativo entreranno in vigore già dal primo luglio 2015 e riguarderanno da un lato l’aggiornamento delle metodologie di calcolo e dall’altro l’introduzione di requisiti minimi di prestazione energetica sempre più stringenti.
Dopo il recente aggiornamento alla norma UNI/TS parte 2, le nuove metodologie di calcolo terranno conto anche delle UNI/TS-3 e UNI/TS-4 relative rispettivamente all’introduzione del raffrescamento estivo nella prestazione energetica globale dell’edificio e all’impiego di fonti rinnovabili.
Riguardo agli standard energetici minimi per gli edifici di nuova costruzione o per quelli ristrutturati, invece, viene introdotto il concetto di “energia quasi zero”. Un parametro questo, che nell’ottica della direttiva europea, mira ad uniformare l’indice di prestazione energetica degli edifici nell’Unione verso alti valori di efficienza. Nello specifico, il decreto, tenendo conto anche dei rapporti costi/benefici, stabilisce come entro dicembre 2020 tutti gli edifici di nuova costruzione dovranno essere ad energia quasi zero, termine che poi viene anticipato al 2018 nel caso di costruzioni di proprietà di una pubblica amministrazione.
Si stima che già nella prima fase della sua applicazione, il nuovo quadro normativo permetterà un miglioramento dell’indice di prestazione energetica (a parità di servizi) compreso tra il 35% e il 45% a seconda delle zone climatiche considerate.
In definitiva, ciò che emerge da un quadro di questo tipo è una situazione in rapida evoluzione che richiede già oggi ai professionisti del settore strumenti di calcolo veloci, aggiornati ed efficienti in modo da poter far fronte a delle esigenze professionali in rapido cambiamento.
Inoltre, con vincoli così precisi, non diventa più possibile considerare di volta in volta solo dei singoli aspetti progettuali tralasciando il quadro generale dell’edificio. Un intervento di qualità è quello che riesce a considerare sia la complessità di tutte le variabili in gioco nel definire la prestazione energetica dell’edificio, sia l’ottimizzazione dei costi/benefici.
Già oggi un progetto di efficientamento legato ad una prestazione energetica che tenga conto di questi aspetti, crea un valore aggiunto che gli permette di emergere rispetto ad una concorrenza ancora legata ad un’ottica di vecchio stampo.
L’aggiornamento della normativa infatti, rappresenta un tassello in quella che può essere considerata una svolta storica nel panorama dell’edilizia italiana. Alzando gli standard minimi, il legislatore non fa altro che fissare dei paletti, sta a noi anticiparli in modo da riuscire a trasformare dei vincoli normativi in opportunità di business.



