Immobili pubblici: da energivori ad “energia quasi zero”

Immobili pubblici: da energivori ad “energia quasi zero” 150 150 Edilmode

Il progetto europeo RePublic ZEB (Refurbishment of the Public Building Stock Towards Near Zero Energy Buildings) parte con un obiettivo particolarmente ambizioso: trasformare gradualmente gli immobili pubblici in “edifici pubblici a energia quasi zero” (LINK: http://www.republiczeb.org/index.jsp) .

Si tratta di un progetto finanziato dalla Commissione Europea, nel quale undici Paesi (tra cui l’Italia) collaborano per fornire soluzioni utili alla riduzione dei consumi degli edifici pubblici con l’intento dichiarato di trovare soluzioni praticabili per rendere quello che oggi in molti casi è un esempio di cattiva gestione energetica in un edificio a consumi quasi nulli.

Lo sviluppo si articola in sei linee di lavoro:

  • analisi del patrimonio edilizio pubblico e definizione degli edifici di riferimento;
  • valutazione delle opportunità di ristrutturazione;
  • analisi costi/benefici degli interventi;
  • applicazione delle strategie e delle linee guida individuate;
  • divulgazione dei risultati.

Il primo passo dunque consisterà nel valutare statisticamente il patrimonio edilizio pubblico per poi suddividerlo in categorie in base alla tipologia costruttiva (scuole, caserme, ospedali ecc). Da ciascuna categoria dovranno emergere dei modelli di riferimento nazionali sulla base dei consumi di riscaldamento, acqua calda per usi sanitari, raffrescamento e illuminazione. Gli edifici di riferimento così individuati fungeranno da prototipi per sviluppare una gamma di misure di efficienza economica standard (pacchetti di misure)

Successivamente ciascun paese dovrà provvedere ad adeguare gli standard e tracciare il proprio piano di sviluppo con lo scopo di identificare le tecnologie di costruzione più efficienti disponibili sul mercato per raggiungere il target. Riguardo a quest’ultimo punto è già emerso come esistano ancora molte difformità e diverse mancate ricezioni delle recenti novità in campo di risparmio energetico: Macedonia e Spagna ad esempio, non hanno ancora inserito una definizione di edificio a energia quasi zero nella loro legislazione nazionale e Grecia, Portogallo e Italia hanno incluso nei propri programmi solo la definizione generale senza alcun parametro quantitativo.

A questo punto i “pacchetti di misure” devono essere vagliati sotto il profilo della loro sostenibilità in termini finanziari in relazione al loro potenziale in termini di risparmio energetico. Per ciascun tipo di intervento ogni partner è chiamato a definire e verificare i metodi e gli strumenti più appropriati per determinarne i consumi di energie fossili e rinnovabili ed i relativi costi.

Il passaggio operativo consisterà nella promozione e lo sviluppo di linee guida per accelerare la ristrutturazione degli edifici pubblici esistenti in nZEB: le road map proposte saranno sviluppate in accordo con i rispettivi enti territoriali che verranno coinvolti anche nella diffusione dei risultati conseguiti in modo da aumentare la visibilità del progetto a livello locale, nazionale ed europeo.