Il futuro passa dai sistemi di accumulo
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Dopo che lo sviluppo inarrestabile delle rinnovabili su scala mondiale ha caratterizzato gli ultimi dieci anni, siamo alle soglie di una nuova rivoluzione, capace fin dalle premesse di rendere solidi i progressi compiuti. Il settore dei sistemi di accumulo è ormai una realtà sia sotto il punto di vista del business sia sotto il profilo tecnico. Si può dire che il problema dell’intermittenza delle fonti rinnovabili, ad oggi ha una soluzione concreta, i prossimi anni saranno dedicati a renderla sempre più diffusa ed economicamente appetibile.
E’ notizia di qualche settimana fa che la celebre Gigafactory, in anticipo sulla tabella di marcia, è già operativa. In una lettera agli investitori, Tesla annuncia come lo stabilimento sia già parzialmente in funzione e sulle sue linee sia già stata spostata parte della produzione degli accumuli per case, aziende e rete. L’ambizioso progetto dell’azienda americana è un ottimo esempio dei prossimi passi che dovrà compiere il settore: il colosso infatti, in anticipo rispetto ai concorrenti, ha puntato sull’efficacia dell’economia di scala. Nei piani di Tesla, la “gigafabbrica” entro il 2020 occuperà 6000 addetti e sarà in grado di produrre 50 GWh l’anno di accumuli. In altre parole, in un anno solo questa struttura potrà produrre più batterie agli ioni di litio di quante ne siano state prodotte in tutto il mondo nel 2013. L’obiettivo è far scendere del 30% i costi del kWh accumulato già dopo il primo anno di attività.
L’azienda d’altro canto ha già ricevuto 38mila prenotazioni per il Powerwall, il dispositivo domestico da abbinare al fotovoltaico, e ben 2.500 per il Powerpack, l’accumulo di scala commerciale-utility. In questo scenario si inserisce poi ovviamente anche la mobilità elettrica. I veicoli elettrici sono cresciuti del 128% dal 2012 contro un mercato delle batterie che è destinato a crescere tra il 14,7% e il 18,6% ogni anno fino al 2024.
E’ notizia di qualche giorno fa come sempre Tesla continui a sondare il terreno europeo per costruire dei nuovi stabilimenti sul Vecchio Continente. La notizie delle trattative è stata data direttamente dal primo Ministro dell’Economia tedesco Sigmar Gabriel. Proprio in Germania il terreno sembra particolarmente fertile viste le diverse possibilità di ottenere fondi pubblici per attività innovative in campo energetico.
Secondo l’Earth Policy Institute la transizione mondiale dalle fossili alle rinnovabili è ormai in corso. Tra il 2006 e il 2012, la capacità fotovoltaica annuale è cresciuta del 190%, quella eolica del 40%, i prossimi anni saranno dedicati a consolidare questi risultati e il ruolo decisivo non potrà che essere quello dei sistemi d’accumulo. Chi saprà proporre le migliori soluzioni conquisterà un mercato decisivo dalle proporzioni oggi solo immaginabili.


